Lino Sabattini

«Alla materia mi avvicino in punta di piedi, per non svegliarla bruscamente dal suo cosmico letargo, per sintonizzarmi sulle sue tacite tendenze. Poi comincio un timido colloquio per interpretarne i gusti, le inclinazioni, i desideri, per conoscere il suo modo di esprimersi, per parlarle senza violenza. Infine, con una tecnica fatta anche di rispetto e amore alla sua natura, faccio ‘con essa’ ciò che vorrebbe le fosse fatto. Così nascono le ‘nostre cose’. Sì, ho detto ‘nostre’. Perché sono mie soltanto a metà. L’altra metà appartiene alla natura della materia, con cui ho ormai stabilito una corrispondenza di sentimenti di affetto»

«I approach my materia on tip-toe so as to avoid brusquely awakening it from its cosmic lethargy, while I tune in on the wavelength of its tacit tendencies. Then I begin a timid dialogue to interpret its tastes, inclinations, and desires, to acquaint myself with its mode of expression, and to speak with it without doing it violence. Lastly, with a technique also made up of respect and love of its nature, I do ‘with it’ what it seems to want me to do with it. This is how `our things’ come into being. Yes, indeed, I said `our’. Because they are only half mine. The other half belongs to the nature of the material with which I have now established a correspondence of feelings of affection»

Si da’ il caso che…

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Lino

Ciao Maestro

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Grazie per la tua creatività e la tua genialità,…
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Giornate FAI di primavera: Casa d'artista Lino Sabattini_ Visita di casa mia

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Non perdete l'esclusiva opportunita' di visitare casa mia grazie…
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Forme nobili_ Intervista di Domizia Dalia

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Triennale di Milano 9 aprile -1 novembre 2015 Vi aspetto per…

A proposito di Lino…

Lino Sabattini nasce a Correggio (Reggio Emilia) il 23 settembre del 1925 da gente semplice e laboriosa. Ancora bambino la famiglia si trasferisce a Blevio, un piccolo agglomerato di case sul Lago di Como. E’ diverso dagli altri ragazzi: ai giochi preferisce le lunghe passeggiate in montagna che terminano coi tuffi nell’acqua del lago. Si appassiona alla musica e al teatro. Appena quattordicenne trova lavoro a Como in una bottega di banali oggetti di ottone. Non e’ una scelta casuale. Presto gli capita tra le mani un numero di “Domus”, la rivista di Gio’ Ponti. Diventa il suo libro di testo, la sua Bibbia, la sua scuola per corrispondenza. Nella bottega di oggetti in ottone si guadagna da vivere, ma impara anche la tecnica di lavorazione dei metalli.

In un vecchio mulino del Lago incontra Rolando Hettner, un apolide tedesco che plasma bellissime ceramiche, dipinge e legge moltissimi libri. L’uomo del vecchio mulino diventa l’esaltante esperienza del suo tempo libero, il maestro di tensioni esistenziali che incoraggia a soluzioni artistiche di rottura. Sabattini ormai trentenne lascia Blevio per trasferirsi a Milano dove impianta, in uno scantinato, un piccolo laboratorio con gli arnesi essenziali al suo lavoro. I legami con “Domus” si intensificano. Ora conosce anche giovani architetti, studenti allievi di Gio’ Ponti. Uno di questi porta al maestro qualche oggetto in metallo creato dal giovane artigiano. Un giorno Ponti si presenta alla sua porta. Guarda, tocca, gli da’ un’idea da sviluppare. Passano solo tre giorni e Sabattini finisce il lavoro. Ponti se ne entusiasma. Comincia cosi’ il rapporto di amicizia segnato da tappe fondamentali: Triennali di Milano, Biennali di Venezia, pubblicazioni sulle migliori riviste del mondo, personali in Italia e all’estero. Nel 1956 Sabattini crea sensazione con il prototipo del servizio “Como” nell’esposizione di Parigi “Forme ed idee d’Italia”. Dal 1958 al 1963 lavora a Parigi e a Milano per la celebre casa Christofle cercando inutilmente di spazzar via logore produzioni senz’anima.

Nel 1964 si trasferisce a Bregnano, un piccolo centro tra Como e Milano. Diventa imprenditore delle sue idee, della sua sensibilita’, di quella sua diversita’ che non trovava alcuno spazio nel mondo produttivo contemporaneo. Inizia cosi’ la sua solitaria avventura che si concretizza nell’Argenteria Sabattini, dove crea le piu’ limpide e venuste forme in argento.

Lino Sabattini was born in Correggio (Reggio Emilia) the 23rd of September 1925 from unpretentious and hard-working people. While he was still a child, his family moved to Blevio, a small group of houses on the Como Lake. He was different from the other children: he preferred long walks in the mountains, ending with a dive into the water of the lake, to toys. He developed a passion for music and theatre. At the age of 14 he found a work in Como, in a commonplace brass objectst shop. It was  no casual choice. Soon he found a copy of  Gio’ Ponti review “Domus”. It became his textbook, his Bible, his correspondence school. In the brassware shop he earned his living, but he also learned the techniques of metal’s trade. 

In an old windmill on the lake meets Rolando Hettner,  a displaced German who made beautiful works of pottery, painted and read great numbers of books. The man in the old windmill became the exilarating experience of his spare time, a master of existential tension who encourged  Sabattini to seek radically new artistic solutions for his work. Now thirty, Sabattini left Blevio for Milan, where he found  basement and setup up a small laboratory with all the essential tools for his craft. His contacts with “Domus” became more frequent. He began to meet young architects and pupils studying under Gio’ Ponti. On of them brought the master a few metal objects created by the young craftsman. So, one day Ponti himself showed up in Sabattini’s basement. He looked around, handled a few objects and gave Sabattini an idea to work on. In no more than three days Sabattini has finished the job. Ponti was enthusiastic. This was the beginning of a long friendship marked by several fundamental landmarks: Milan Triennials, Venice Biennials, the pubblication of his works and a one-man  exhibition both in Italy and abroad. In 1956 Sabattini caused sensation with the prototype of the “Como” Set at the Paris Exhibition “Shapes and Ideas from Italy”From 1958 to 1963 he worked in Paris and in Milan for Christofle, a prestigious company, trying in vain to sweep away stale and lifeless production work.

In  1964 he moved to Bregnano, a little spot between  Milan and Como. He became the entrepreneur of his own ideas, sensibility and diversity which found no place in the contemporary world of production. This began a solitary adventure wich eventually took solid shapes in the Argenteria Sabattini, where he created beautiful silver shaped of exquisite semplicity.

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Perche’ questo sito?

Sentivamo il dovere di creare un punto di riferimento, un “posto” dove scoprire tutto quello che Lino Sabattini ha creato nel corso degli anni.

Abbiamo pensato che un sito web fosse il modo migliore per raccontare a tutti la storia di questo Maestro e al contempo comunicare con voi, creando finalmente uno spazio ufficiale per tutti gli amanti della creativita’ e della fantasia di Lino.

Abbiamo visto in giro troppi errori, persino qualche falso: volevamo condividere con voi tutto l’ingente lavoro che Sabattini ha creato. Siamo rimasti stupiti, e lo siamo ancora, tutte le volte che andiamo a curiosare tra i suoi archivi e progetti: siamo altrettanto sicuri che capitera’ anche a voi.

Grazie per esservi avventurati in questo viaggio insieme a noi.

Il  Team

We felt like we need to create a reference point, a “place” where anyone could discover all the amusing creation made by Lino Sabattini during these years.

We  thought that a website was the best way to tell the story of this Master and, at the same time, to communicate with the audience, by creating an official space for all the creative minds fascinated with Lino’s creativity and fantasy. 

We’ve seen too many errors around and a lot of fake items: we’d like to share with you the huge work that Sabattini made. We were amused, and we still are, every time we go and search in his archives and projects: we’re pretty sure that will happen the same with you too.

Thank you for joining us in this journey.

The Team

  • In continuo aggiornamento - Always updated

    La collezione di Lino e’ davvero grande. Lavoriamo ogni giorno per archiviare, organizzare e condividere con voi tutte le opere e le iniziative che sono state fatte. E poi, ne stiamo pianificando di nuove! Rimanete in contatto con noi, perche’ gli aggiornamenti saranno davvero tanti.

    Lino’s collection is huge. We work every day to archive, organize and share with you all the creative works and activities made during these years. But there’s more, as we’re planning something new! Stay tuned…

  • Pronti a collaborare - Ready to collaborate

    Avete domande? Siete interessati a qualche pezzo in particolare? Avete delle collaborazioni o delle attivita’ da proporre? Siamo pronti a sentire tutte le vostre opinioni ed idee.

    Questions? Doubts? Are you curious about any creation? Would you like to propose a collaboration? We’re more than happy to listen to your feedback and ideas.

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Dicono di me…

Sono gli “argenti” di Lino Sabattini, “pezzi impeccabili proposti alla soddisfazione del mio sguardo esigente ed alle esigenze del mio giudizio”.

Threse are the “silvers” of Lino Sabattini, “Impeccable pieces giving satisfaction to my critical eye and the demands made by my judgment”

Gio Ponti

“Gli oggetti di Lino Sabattini non sono mai neutrali. Gli appartengono sempre, come un quadro al pittore. Sono segni inequivocabili della sua tecnica e del suo sentire straordinari. Le funzioni che essi esprimono hanno la suggestione della singolarita’ perche’ Sabattini non usa violenza, ma lascia alla materia la liberta’ di cui essa ha bisogno per esprimersi con le forme piu’ pertinenti.”

“Lino Sabattini’s objects are never anonymous. They always belong to him like apicture to the painter. They are clear marks of his extraordinary technique and feeling. The functions they express carry the impression of singularity, since Sabattini doesn’t use violence, but he leaves to the matter the freedom it needs to express itself in the most pertinent ways.”

Enrico Marelli

“Le sue forme sono libere: imprevedibili eppure utili, cariche di tensione eppure riposanti, rigorose eppure vive, sensuali eppure caste. La sua grazia consiste proprio nella mancanza di decorazione. I suoi ritmi sono armoniosi e pieni di forza. La sua pura immaginazione e’ sempre legata ad una tecnica ricca di virtu’ personali. I suoi oggetti hanno l’impronta delle sue tensioni esistenziali. La sua abilita’ tecnica e’ “inventata” giorno dopo giorno. La sua arte e’, percio’, inconfondibile seppure sorprendente.”

His forms are free: shocking and yet useful, pregnant of tension and yet peace-inspiring, rigorous and yet alive, sensuous and yet chaste. His grace is indeed the lack of decoration. His rhithms are harmonious and yet powerful. His pure imagination is joined to technical virtues. His shapes modelled with sense of tenseness. His craftsmanship unique. His art unmistakble, even though astonishing”

Enrico Marelli

“Forme che nascono da un atto creativo che risolve in modo ottimale le esigenze inventive con i limiti operativi e le possibilita’ delle materie usate: forme che sono un esempio di come si possono facilmente fondere due componenti della progettazione che molti considerano contrastanti: la fantasia e la tecnica”

“Forms born from an act of creation that resolve in the best way possible the requirements of invention with working limitations and the possibilities of the materials used: form which are an example of perfect fusion between the two components of the design considered by many to oppose one another: fantasy and technology”

Bruno Munari

Benvenuti! Questo e’ il Team che ha collaborato alla realizzazione del sito. Abbiamo gia’ detto che ci piacerebbe conoscerti meglio? E allora su, non essere timido e contattaci!

Welcome! This is our dedicated Team. Did we say that we would love to know you better? So dont be shy, get in touch!

Gisella Alfieri Sabattini

Gisella Alfieri Sabattini

Interior Designer and Lino’s Granddaughter

From 2008 to 2013 I taught ‘Perception Theory and Psychology of the Form’ and ‘Design Methodology’ at IED (Istituto Europeo di Design, European Design Institute) in Milan.

In October 2013 I moved to California where I‘m currently working as a interior and handcraft designer, developing my personal project ’Coloresaturo.com’.

Federico Francioni

Federico Francioni

Digital Enabler

Management Consultant in the online media industry, I’m an active and outgoing geek, always looking for new challenges and experiences in order to satisfy my innate curiosity.
Born and raised in Tuscany, I started my professional journey in Milan working for Reply and PwC Italy. Currently developing my career as a Digital Media Specialist in PwC US.
Social Networks, Mobile and Customer Experience are my bread and butter.

Emanuele Zamponi

Emanuele Zamponi

Photographer

Emanuele Zamponi’s photography is based on the idea of a clear and powerful image, always directly expressed.

Born in Milan in 1980, I love to portray objects, people, actions and spaces. Apart from the numerous personal projects developed, I have also created images for Italian designers such as Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Andrea Branzi, Odoardo Fioravanti, Massimo Giacon, Emmanuel Gallina, Carlo Trevisani, Giulio Iacchetti, Fabio Novembre and many others.

Fonti _ Sources

Citations, references and books

Filippo Alison – Renato De Fusco “L’Artidesign, il caso Sabattini” – Electa Napoli 1991

Enrico Marelli “Lino Sabatttini – Suggestione e funzione/Intimations and craftsmanship” – Edizioni Metron Mariano Comense 1980

Enrico Marelli “Lino Sabatttini – 23 figure (dal ’78 all’’81)” – Edizioni Metron Mariano Comense 1982

Lino Sabattini “Oggetti disegnati da Charles Rennie Mackintosh – ricostruiti da Sabattini”  – Edito da Sabattini 1984

Sabine Epple “ Lino Sabattini, Made in Italy: 45 Jahre Design in silber” – Edito da Grassimuseum Leipzig 1995

Lino Sabattini’s Archive 

Photos

Lino Sabattini’s Archive

Emanuele Zamponi